Alcune delle mie creazioni

 

Monte Calvario (2026)

 

La scultura lignea è ispirata al Monte Calvario, luogo simbolo del sacrificio e della redenzione.
Il tronco scolpito diventa paesaggio sacro, modellato come roccia viva segnata dal tempo.
Le tre croci sulla sommità, essenziali e spoglie, si stagliano nel silenzio, richiamando la Crocifissione.
La scala incisa e il sentiero segnato evocano l’ascesa spirituale e il cammino dell’uomo.
I sassi bianchi alludono al silenzio, alla memoria e alla purezza del sacrificio.


Opera intima e riflessiva, che unisce materia naturale e simbolismo cristiano in una narrazione contemplativa.

 


 

 

Raccontare il Sistema Solare in un tronco d’albero (2025)

 

 

Un misterioso viaggio tra spazio, immaginazione e natura.

 

Questa scultura lignea nasce dall’incontro tra arte, astronomia e botanica.

 

Ricavata da un grande tronco d’albero secolare, l’opera rappresenta in modo simbolico il Sistema Solare, unendo la crescita della vita sulla Terra con il movimento eterno dei pianeti attorno al Sole.

 

Gli anelli concentrici naturali del tronco, che scandiscono la crescita annuale dell’albero, e richiamano nelle intenzioni dell’artista le orbite dei pianeti. Incisi, invece, dischi bruniti che simboleggiano i corpi celesti del nostro sistema planetario.

 

Dischi scolpiti e incastonati, in vari punti del tronco, che rappresentano i pianeti, qui rappresentati non in scala né per dimensione né per distanza, ma pensati per rappresentare il movimento orbitale e la posizione dei pianeti nel Sistema Solare. 

 

Cuore pulsante, al centro, ampio e ricco di venature, è il Sole, attorno a cui tutto ruota.

 

Questa installazione invita a riflettere sulla connessione profonda tra la Terra e il Cosmo, tra il tempo biologico degli alberi e quello astronomico dei pianeti.

 

 

 


 

Dondolo (2022)

 

Imponente e leggero, fatto di legno e vento. 

L’intricato progetto di rami e intrecci che si tendono la mano nasce per sostenere con vigore e dolcemente sospendere… nell’attimo esatto in cui i piedi si sollevano da terra e gli occhi frugano il cielo.

Dondolare, tra un ozio e l’altro, alla ricerca di refoli di vento, foglie che piroettano e si accartocciano arse dal sole.

È un cinguettio squillante, a volte, è il frinire delle cicale o il croccante rumore di un ramoscello che cade. 

Natura nella natura… Interpretata dall’artigiano per plasmare nel legno un luogo privilegiato, per accogliere e cullare pensieri e l’ascolto di sé. 

 



 

 

Panchina bimbi (2022)

 

Una panchina… a misura di bambino! 

I rami incurvati, a sostegno della schiena, sono mezzelune che sorridono ai piccoli viandanti. 

Un omaggio ai piccoli passi,  al proprio posto nel mondo, a chi affronta intrepido il cammino e, occhi sgranati, si gusta ogni tappa. 

 


 

 

Vita dopo la morte (2021)

 

Due piante di Robinia, ormai destinate alla combustione dopo aver esaurito il loro ciclo vitale, hanno ritrovato nuova vita grazie all’opera dell’artista. Egli ha saputo coglierne le differenze ed esaltarle, donando loro un altro respiro lungo cent’anni.  

 

 


 

Creazione e distruzione (2020)

Due percorsi per scoprire la dicotomia di questa scultura, uno intagliato nella corteccia ed uno su legno vivo.
È possibile percorrere l’evoluzione dell’uomo con elementi in un cui l’essere umano si distingue per ingegno creativo, fra gli altri, la ruota, il processo di costruzione di case e fabbriche, ma anche elementi distruttivi quali bombe, mine antiuomo sino ad arrivare alle armi nucleari e al pericolo di radioattività e virus.
Elementi del Creato inducono alla riflessione, ecco che la potenza del Sole, la presenza della Luna e Giove offrono la dimensione di un tutto assai più articolato.
Molteplici gli elementi che l’osservatore può scorgere ed interpretare, sopra tutti spicca la magnificenza del faro, il quale, da tempo indefinito, illumina il percorso dell’uomo e lo orienta nel mezzo delle intemperie.


 


Inginocchiatoio (2019)

 


Gesù gli disse: «Seguimi!». Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
                                                                                                   (Lc 5, 27-28)

Linee morbide, imperfette, ma altresì chiare e pulite sostengono e accompagnano questo strumento nato per la riflessione e la contemplazione.
Un’opera creata dalle mani dell’uomo, un lavoro sapiente di artigiano che pialla, incide e rifinisce la struttura del legno.
Ma nel cuore della realizzazione, nella prospettiva frontale, si impone Il Crocefisso, e sembra distendere le sue braccia in uno moto di maestosità e di infinita protezione.


 

 


Tavoli (2018)

 


Dalla fusione di diversi materiali, armonizzati dalle sapienti mani dell’artigiano, nascono elementi di arredo quotidiano che danno nuovo vigore al legno.
Ceppi, radici levigate, ancorate alla pietra naturale, offrono le loro braccia nodose come supporto alle lastre di cristallo.
Così prendono vita tavoli unici ed originali, sorprendenti per gli intricati intrecci della materia prima, e si offrono nella loro naturale bellezza allo sguardo attento dell’osservatore.


 

 


La silhouette (2018)

 


La silhouette; altera, elegante accoglie la leggerezza del vento fra le sue forme.
Svettano, sulla cima, le pale di un mulino. La solitaria edera si inerpica, cinge il tronco. Ma, sinuoso, risale un serpente che riporta ad un
antico Eden.


 

 


Panchine (2017)

 


Una panchina, progettata per le fatiche del quotidiano, accoglie i pensieri del viandante.
L’uomo, si adagia, appoggia lo spirito, contempla la bellezza.
La magia del legno, attraverso nodi e guizzi, ricalca le infiorescenze della natura.
Ma ai fianchi, scolpita nel legno, emerge misteriosa l’effigie di una stella alpina.


 

 


Cascata che ribolle (2017)


Cascata di latte che ribolle, la vita scorre.
La Natura crea meraviglie, l’uomo, attento, ammira e rispetta; s’incanta.


 

 


Della natura (2017)


In questa opera si accompagnano elementi che l’artista ha raccolto osservando la natura e le sue meraviglie.    Si susseguono profili montuosi, un torrente che si getta in una cascata e poi un lago. Fiori, alberi e foglie costituiscono le decorazioni naturali dell’opera alle cui pendici, si distingue la solennità di un crocefisso intagliato.


 

 


Impronte e segni dell’umanità (2016)


Sul fianco del tronco si staglia maestoso il profilo di Petra.
E se lì l’uomo ha scavato nella roccia, lo scultore qui incide nel legno simboli, che segnano con la loro potenza comunicativa.
L’opera, realizzata nel 2016, data impressa con i numeri romani, accoglie i cerchi olimpici per commemorare l’evento, che anche in quell’anno si è tenuto. E poi un susseguirsi di immagini: una foglia d’acero, un albero
frondoso, il giglio fiorentino. L’opera dell’uomo, però, affonda nella natura e la attraversa. Apre la via, crea un sentiero. Ed ecco una galleria ed un susseguirsi di ponti che accompagnano lungo la strada nel percorso a salire.
Sulla cima, svetta un castello in cui si scorgono elaborati dettagli come un pozzo con argano e le torrette.

 


 

 


Levriero (2014)

 


I dettagli raffinati lasciano intuire l’eleganza della razza, il muso appuntito, la postura sinuosa e il longilineo collo.
Del cane stilizzato nell’istallazione al centro della natura, si coglie l’atteggiamento riservato e mite, che sembra vigilare, nella posizione statuaria, al passaggio del visitatore.


 

 


Fagiano (2014)

 


La raffigurazione di questo fagiano può essere considerata come espressione dell’ambiente naturale del territorio. Colpiscono la nitidezza dei tratti, l’atteggiamento plastico e tipico della specie, proteso nell’osservazione accorta e prudente. Fra i vari dettagli la lunga coda svetta verso l’alto e si intuiscono netti i riflessi bruniti del piumaggio originale.


 

 


Piovra (2013)

 


Si dispiega con le forme bizzarre e originali, resta avviluppata su un basamento in pietra; i suoi tentacoli si stagliano nell’aria come punti interrogativi e sembrano solleticare nello spettatore non so quale curiosità.
Un po’ oracolo, un po’ mistero; l’arcano della scultura si imprime nello spirito di chi osserva, lasciando la consapevolezza che solo la natura, sovrana, riesce a creare intrichi così avvincenti.

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